"Zanzarina di provincia" di Chiara Ferrari

“Zanzarina di provincia” di Chiara Ferrari

La vita per una zanzarina di provincia non è cosa facile. Zigzagare alla continua ricerca di sangue è un duro lavoro e anche molto pericoloso. Le notti, poi, sono popolate di oscuri personaggi che in un attimo possono cancellare ogni traccia di lei: ingoiarsela se sono insetti, avvelenarla se sono umani, con quei gas che infestano l’aria. Per le zanzarine uscire la notte vuol dire rischiare la vita, soprattutto lì, in quel Bronx di Pianura Padana, così sovrappopolata dove a frotte sono perennemente a caccia di corpi da prosciugare.
Ma lei è brava, e da quando è cominciata l’estate ha punzecchiato un tale numero di vittime che ne ha perso il conto. Ha una predilezione per il sangue delle umane femmine. Chissà perchè, in loro, il gusto ferroso è ammorbidito da un sapore più dolce che percepisce dall’odore della pelle. Le donne, poi, hanno quasi sempre spalle e braccia scoperte, le gambe sono in bella vista, inguainate in gonnellini striminziti che si riescono facilmente a trapassare, e anche per questo sono le sue prede preferite: la pelle è esposta e sembra che loro ti dicano “assaggiala”.
Quella notte, però, accadde qualcosa di imprevisto. Era uscita come tutte le altre volte, si era preparata per bene, lucidandosi le ali e le zampette per volare veloce veloce. Aveva già scelto le migliori zone da battere per quel sabato sera che si preannunciava da gourmet. Invece non si spiegava come mai da quella tizia che aveva puntato proprio non si riuscisse a succhiare niente, come se la sua pelle fosse una corazza impenetrabile. La tizia se ne stava a prendere il fresco in giardino, intenta nei suoi affari. Nulla la turbava, neppure lei che adesso, per dispetto, le ronzava in faccia tutto il suo disappunto. Invece quella aveva gli occhi fissi su un oggetto che teneva in mano, davanti era rosso e dentro bianco con degli strani segni neri che si ripetevano, e la tizia ne prendeva un pezzetto e lo rigirava, quel gesto lo aveva fatto centinaia di volte ormai senza mai aver alzato gli occhi. Doveva essere una specie di nutrimento, come il sangue per lei, che le faceva passare le notti in bianco, perennemente affamata e vogliosa di assaggiare gusti nuovi, più dolci e freschi. Doveva essere per forza così, che quella strana tizia si nutrisse a quel modo, e quando era in quello stato diventava una cosa protetta, come si sentiva lei quando faceva ritorno al suo bozzolo e nessuno lì poteva infastidirla. Quella sera si cercò del cibo altrove. Quando fu sazia tornò alla sua tana e si addormentò pesante. Nel suo sogno non aveva più bisogno di sangue per vivere e di andare in giro di notte come le lucciole, le bastava quell’oggetto rosso che aveva visto tra le mani di quella tizia, da tenere lì nella sua tana, o da trastullare mentre si riposava e prendeva il fresco, anche lei, in un qualche giardino. Le sarebbe di certo bastato per finire i suoi giorni in pace, quei pochi che le rimanevano, zanzarina della Pianura Padana.

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Chiara Ferrari
Chiara Ferrari, esperta in tecniche di sopravvivenza per insegnanti di materie letterarie nella scuola superiore, è una frana ai fornelli e per fortuna vive con un cuoco che cucina per lei. Che, peraltro, l’ha iniziata ai segreti della cucina gourmet e alle sue mirabolanti varietà di salse bouillabaisse, di strani tuberi tipo il topinambur, di insospettabili pietanze in versione molecolare di cui è diventata esperta degustatrice.

Ama anche il buon cinema, il teatro di ricerca, la musica operistica, la canzone d’autore, i libri che raccontano verit…. Tutte cose che ha approfondito grazie a una laurea in Storia del Teatro, un corso di aggiornamento per operatori del settore cinematografico e audiovisivo condotto da Marco Bellocchio (FareCinema), un master in Comunicazione storica, un tesserino da giornalista pubblicista faticosamente conquistato. Ne sono seguite collaborazioni con testate giornalistiche (Hystrio, Il caffŠ del teatro) e di ricerca storica (E-Review, rivista degli Istituti storici dell’Emilia Romagna), un documentario storico sulle origini della canzone d’autore: “Cantacronache 1958-1962: politica e protesta in musica” (prodotto da Universit… di Bologna e Istituto Parri nel marzo 2011), il relativo saggio edito da Storicamente, rivista del Dipartimento di Storia Culture Civilt… dell’Universit… di Bologna (http://storicamente.org/ferrari_cantacronache), alcune ricerche sulla narrativa italiana pubblicate sulla rivista Bibliomanie (http://www.bibliomanie.it/).
La scrittura l’accompagna da forse quindici o venti anni, non ricorda. Certo, non intende abbandonarla. Dal 2006 scrive con i Volatori Rapidi di Piacenza con cui ha pubblicato il racconto “L’ultima corsa della sera” in “1995Km da Santiago” (Lir Edizioni, Piacenza, 2007) e il racconto “Punti di vista” inserito nella raccolta “Confini” (Domino Edizioni, Piacenza, 2008). Nel frattempo si è divertita a inventare un modo nuovo e diverso per presentare i libri, lo “Speed date letterario”, evento proposto con i Volatori Rapidi al Festivaletteratura di Mantova 2008, tra i collaterali. Con il racconto “Con i piedi per terra” ha vinto la tappa di Bologna del concorso nazionale di scrittura creativa Volo Rapido 2008, indetto da Porsche Italia, selezionata da una giuria composta da Oliviero Toscani, Domenico De Masi, Antonio Scurati, Roselina Salemi. Lo stesso Š stato pubblicato sulla rivista on line Artigrafie, sezione Scoperte. Ô tra i vincitori del concorso nazionale di cover letterarie “E tu ce li hai i numeri?” dove ha partecipato con la riscrittura di un brano dai Promessi Sposi. Il racconto Š stato pubblicato in “Almanacco di letteratura rinnovabile”, Marcos y Marcos, Milano, 2010.
Scrivere cose fantastiche non la spaventa, anzi, la diverte mescolare realtà e finzione, dare vita a personaggi fittizi ma che potrebbero essere esistiti davvero o luoghi inventati che sulla carta diventano così veri che in molti hanno ben pensato di andare a cercare. Tutto questo èaccaduto grazie al “Dizionario Biografico Fantastico dei Piacentini Illustri” (Codex10 ed., Piacenza, 2012) e alla “Guida ai luoghi fantastici di Piacenza e provincia” (Piacenzasera ed., 2013). Tra gli altri racconti a cui tiene ci sono: “Adone d’Emilia” in “Fedele al mito. Anche agli eroi e agli dei, un amico fedele può cambiare la vita” (Lulu ed. 2012); “La parola fine” in “365 storie d’amore” (Delos Books ed., 2013); “Cose che accadono a Donika Town” nell’e-book “Ti amo, mostro!” (Emma Books, 2014) e quello a cui è più affezionata: “Coro” in “Cristina D’Avena 50 anni di sogni” (Laurana ed., 2014) perch‚ le ha permesso di scrivere del canto, sua altra grande passione che pratica, nel disturbo della quiete pubblica, con il suo gruppo, i Grafton Street, con cui si dà a scorribande notturne al ritmo di reel e jig irlandesi (https://www.facebook.com/graftonstreetfolkmusic). Al momento sta lavorando a uno studio sulla canzone politica e di protesta per l’editore Unicopli. Per amore non ha imparato a cucinare un bel niente ma ha ideato il blog del ristorante (www.ristorantelacolonna.blogspot.it) che si diverte ad aggiornare con ricette, eventi gastronomici, curiosit…, racconti a tema culinario. E le sembra, ogni giorno, di imparare qualcosa di nuovo.