"La lontananza di una persona" di Fabrizio Tummolillo (3 classificato)

“La lontananza di una persona” di Fabrizio Tummolillo (3 classificato)

3 classificato

Per aver raccontato in una sola pagina una vita intera, con un linguaggio commosso e coinvolgente

Sono un uomo e una donna in una stanza al primo piano di una casa isolata fra gli alberi. Hanno fatto l’amore e adesso la donna dorme profondamente mentre l’uomo è sveglio. Fra poco sarà l’alba e l’uomo lo sente dai suoni che fanno gli uccelli, come quando sta per finire un temporale e la pioggia pare cadere con meno rabbia. In un angolo del letto dorme Fonzie, il gatto di casa. L’uomo prende un’agenda rossa dalla scrivania e scende nel frutteto. Si siede su una panchina di legno sotto un nespolo e scrive qualcosa. Osserva l’alba e aspetta il risveglio della donna.

Quando lei scese, alcune ore dopo, lo trovò sulla panchina con Fonzie. L’uomo la accolse con una carezza ed entrarono in casa per la colazione.

La donna se ne andò poco dopo. L’uomo la salutò con un sorriso. Lei era sovrappensiero e non si girò per salutarlo.

Fu l’ultima volta che l’uomo la vide.

Tre anni dopo la donna tornò alla casa in mezzo agli alberi. Davanti al cancello c’era un ragazzo. Ebbe un attimo di stupore quando lo vide perché era uguale all’uomo ma con una decina di anni in meno.

Il ragazzo le sorrise.

– La stavo aspettando –

Era il fratello dell’uomo che abitava in quella casa. L’aveva rintracciata e le aveva chiesto un appuntamento per consegnarle qualcosa d’importante.

– Venga –

Attraversarono il frutteto. L’erba era alta e alcuni alberi avevano i rami spezzati per il peso della frutta non raccolta.

– Ogni tanto dal paese sale un pensionato a tagliare l’erba ma c’è molto da fare – disse il ragazzo – Mio fratello dedicava a questo posto ogni minuto di tempo libero –

Arrivarono sulla soglia di casa.

– Attenda qui – disse il ragazzo.

Tornò dopo qualche minuto. Aveva l’agenda rossa. Gliela diede.

– è sua ora –

La donna la guardò.

– Mio fratello ha scritto lì, per anni, le cose più importanti che gli capitavano –

– Non credevo di essere importante per lui – osservò la donna.

– Invece penso che lo fosse.  Ma si era imposto di non creare legami con altre persone da quando aveva scoperto quel problema … –

La parola “tumore” restò come sospesa in aria.

La donna lo osservò, rivide gli stessi occhi buoni dell’uomo e per un istante desiderò abbracciarlo.

Un miagolio alle sue spalle spezzò quel pensiero.  Fonzie venne a strusciarsi sulle sue caviglie.

– Si ricorda di lei – disse il ragazzo – è rimasto qui. In città da noi non riuscirebbe ad abituarsi –

La donna accarezzò il gatto.

– Posso fermarmi qualche minuto qui? –

Il ragazzo non sembrò sorpreso della richiesta.

– Lascio il cancello accostato. Chiuda il lucchetto quando va via –

Prima di uscire si girò a salutarla. Si era seduta sulla panchina sotto il nespolo e gli dava le spalle così non vide il suo sorriso mentre apriva a caso l’agenda rossa. Fonzie le si accoccolò sulle gambe e l’agenda si aprì, come se qualcuno avesse deciso che così doveva essere, sulla pagina con la data di quell’ultima volta che erano stati insieme e una sola frase di due parole che fermò il cuore alla donna come non succedeva da anni: SONO FELICE.

 

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Fabrizio Andrea Tummolillo
Fabrizio Andrea Tummolillo, nato il 20 giugno 1970 a Milano. Giornalista professionista, redattore del quotidiano del Lodigiano e del Sudmilano “Il Cittadino”, coautore dello spettacolo teatrale “Linate 8 Ottobre 2001 – La strage” con Giulio Cavalli