"D" di Laura Fusconi (2 classificato)

“D” di Laura Fusconi (2 classificato)

2 classificato

Per aver raccontato l’infanzia, la paura con la capacità di creare una suspance che non si scioglie per la scelta di un “finale aperto” che dà adito a molte interpretazioni

 

“Che cos’è un demone?”

“La cosa più paurosa che tu riesca a immaginare”

“Più paurosa dei mostri?”

“I mostri non esistono. I demoni sì”

Guardai gli occhi terrorizzati di Giacomo beandomi della sua paura e cercai di fare l’espressione più seria di cui ero capace. Non avevo ben chiaro neanch’io cosa fosse un demone, in realtà. Proprio quel pomeriggio avevo trovato in camera di Marco un libretto rosso con la copertina lucida pieno di illustrazioni di strani esseri ed ero rimasta ore a studiarle, fino a quando lui era tornato a casa e mi aveva cacciato fuori dalla sua stanza a calci, urlandomi di non toccare le sue cose. Il titolo del libro, stampato a caratteri grandi sulla prima pagina, era Demoni. La D era più grossa delle altre lettere, ed era circondata da riccioli rossi e oro.

Puntai la torcia che avevo in mano sulle braccia di Giacomo strette attorno al cuscino.

“Il demone più pauroso di tutti ha una bocca rotonda con migliaia di denti appuntiti,” dissi abbassando la voce, temendo che nell’altra stanza mamma e papà ci sentissero “due orecchie minuscole e un naso schiacciato e schifoso”

Giacomo strinse più forte il cuscino.

“Ha la testa di un uccello. Come un’aquila. Con un occhio solo proprio al centro della fronte”

“Di che colore?”

“Blu. Come le croste che ha sulla pelle”

Sentivo che respirava più forte. La sua voce tremava.

Continuai.

“Ha quattro braccia. E al posto delle mani e dei piedi ha lunghe zampe da cavalletta, che tagliano come coltelli e che potrebbero staccarti la testa con un colpo solo”

Mi chinai su di lui.

“Zac!”

Giacomo inziò a urlare e prima che io ebbi il tempo di tappargli la bocca era già corso fuori dalla stanza chiamando la mamma a gran voce. Stupido Giacomo. Poco dopo comparve una sagoma di mamma furiosa sulla soglia dicendomi che avremmo fatto i conti il giorno dopo. Mi sibilò di dormire immediatamente e se ne andò sbattendo la porta, dopo avermi lanciato un inquietantissimo “Buonanotte Francesca”, Francesca, non Franci, quindi voleva dire che era veramente arrabbiata.

Quel frignoso di Giacomo avrebbe dormito nel lettone. Mi tirai su il lenzuolo e mi rigirai nel letto. Stupido Giacomo. Doveva rovinare sempre tutto. Tornai a pensare al libretto rosso sulla scrivania di Marco e alla D con quei segni rossi e oro, e stavo giusto per addormentarmi quando sentii dei passi, a poca distanza da me. Erano dei passi leggeri, come fossero la zampe di un qualche insetto.

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Laura Fusconi
Ho ventiquattro anni, sono nata a Castelsangiovanni il 22.04.1990. Dopo il diploma al liceo classico di Piacenza “M.Gioia” mi sono laureata in Graphic Design & Art Direction presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano (NABA). Ho lavorato da freelance e presso lo Studio&3 di Piacenza. Attualmente sto frequentando il secondo anno del master di scrittura e storytelling alla Scuola Holden di Torino.